Riccardo Geraci

Il mio percorso nelle arti marziali e negli sport da combattimento inizia nel 2000 con la boxe, disciplina che ho praticato per oltre dieci anni e che ha rappresentato la base della mia formazione nel combattimento reale, nella gestione della distanza e nella preparazione mentale.

Successivamente ho ampliato il mio percorso dedicandomi alla corsa, al Wing Chun e al Kali Filippino, approfondendo lo studio della difesa personale e delle dinamiche del combattimento in contesti realistici. Nel corso degli anni sono diventato Istruttore AMSES Academy e, successivamente, Responsabile Nazionale Wing Chun dell'accademia, seguendo il lineage di Leung Ting.

La continua ricerca di efficacia, semplicità applicativa e realismo mi ha portato, nel 2025, a incontrare Sifu Antonio Bacino e il suo metodo di insegnamento. Fin dal primo approccio ho riconosciuto in questo lineage la sintesi di tutto ciò che avevo sempre cercato: un Wing Chun diretto, concreto e profondamente coerente con le esigenze della difesa personale moderna.

Come Mental Coach, credo fortemente che la preparazione di un praticante non possa limitarsi alla sola componente tecnica. Per questo motivo integro costantemente allenamento fisico, sviluppo delle abilità mentali e gestione dello stress, aiutando gli allievi a costruire competenze realmente utilizzabili nelle situazioni di pericolo e nelle sfide della vita quotidiana.

Oggi continuo il mio percorso di crescita e approfondimento all'interno della scuola di Sifu Antonio Bacino, con l'obiettivo di trasmettere un Wing Chun autentico, efficace e accessibile, capace di sviluppare non solo abilità marziali, ma anche consapevolezza, autocontrollo e sicurezza personale.

Il mio percorso

Ho iniziato a praticare Wing Chun nell’agosto del 2006; ho sempre desiderato praticare un’arte marziale.

Per puro caso e fortuna, vicino a casa, all’epoca in via Colombo a La Spezia, insegnava un neo-nominato Sifu di nome Antonio Bacino. Quello che vidi e provai quel giorno – anche se (e ora posso dirlo!) non avevo la minima idea di cosa fosse – mi affascinò e mi piacque immediatamente.

Pochi giorni dopo conobbi anche suo padre, Sifu Rino Bacino, e iniziai a imparare anche da lui.

Diversi come il Diavolo e l’Acqua Santa, insegnavano con linguaggi, metodi e approcci lontani anni luce, ma trasmettevano la stessa Arte, gli stessi Principi e lo stesso Mindset. Avevano dedicato la loro vita a ciò che amavano, e questo era costato loro molto più di quanto possiamo immaginare.

Un giorno, a un seminario, conobbi anche Master Ron Heimberger. Io ero ancora allo stadio primordiale, lui fuori scala… ma sono felice di esserci stato quel giorno. È molto raro incontrare l’Eccellenza – ammesso di avere gli occhi e il cuore per riconoscerla.

Nei primi anni non dedicavo moltissimo tempo al Wing Chun, a causa degli impegni di studio; poi perché non avevo ancora raggiunto l’indipendenza economica, e in seguito per ragioni lavorative che mi tenevano lontano nel tempo e nello spazio.

Nel 2015-16 ero all’estero per lavoro. Quando tornai, seppi che Sifu Rino era venuto a mancare. Non esterno molto i miei sentimenti, ma chi mi conosce sa quanto quella notizia mi abbia colpito. Pratico come Rino e la sua Arte: pensai che il modo migliore per onorare i miei Maestri fosse, nel mio piccolo, quello di accelerare il mio percorso nel Wing Chun, e poi – forse un giorno, se ne sarò all’altezza – di tramandarlo, come è stato fatto con me.

Quello stesso anno, sotto la guida di Sifu Antonio, iniziai la forma dell’Uomo di Legno; poi arrivò il COVID-19, mentre stavo affrontando la forma del Palo, e infine nel 2023 quella dei Coltelli dagli Otto Tagli.

Credo di aver appreso in modo piuttosto tradizionale, molto “a braccio”, come penso si debba fare con un’Arte. E credo – o almeno spero – di non aver mai interferito con il processo di apprendimento scelto per me da Sifu.

Spiccatamente conformista, accademico e ortodosso, non mi sono mai interessato a gradi o colori delle magliette, e almeno in questo credo di essere un degno erede dei miei Maestri… forse anche troppo!

Quando oggi guardo i miei fratelli di Kung Fu, per quanto diversi caratterialmente, fisicamente o mentalmente, e lontani geograficamente, vedo chiaramente la stessa Tradizione che ci ha formati, e lo stesso Padre.

Ecco, credo che valga anche per loro, solo che io sono più un Fratellastro, che ha avuto anche un Padre pirata, sui generis, molto fuori dagli schemi – e penso che questo si veda discretamente nel mio modo di essere, e anche nel mio Wing Chun.

Jo Gao
Andrea NERI

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